Disturbo da gioco d’azzardo: Programma terapeutico

PROGRAMMA DI TERAPIA BREVE GAMBLING

Il Programma Breve per gambler è un percorso di prevenzione secondaria e trattamento dei comportamenti di addiction, rivolto a giovani e adulti.

Il servizio opera con strumenti di tipo ambulatoriale, attraverso attività di consulenza e terapia individuale che prevede parallelamente la presa in carico anche dei familiari di riferimento del paziente.

Il servizio garantisce l’anonimato e l’accesso avviene tramite contatto telefonico.

Un primo colloquio conoscitivo e di informativo  viene fissato generalmente entro una settimana dalla realizzazione del contatto.

La successiva valutazione di presa in carico, si definisce attraverso un contratto terapeutico, che prevede un trattamento ambulatoriale a carico dell’utente.

Descrizione del Programma

I criteri di accessibilità al programma prevedono:

l’adesione volontaria; l’assenza di patologie psichiatriche acute.

La fase pratico-operativa si articola nei momenti di

  • accoglienza individuale attraverso colloqui di conoscenza (1/2 incontri)
  • valutazione psicodiagnostica (4/5 incontri)
  • restituzione e formulazione dell’ipotesi terapeutica attraverso la definizione del percorso e degli obiettivi
  • percorso terapeutico, della durata orientativa di un due semestri di trattamento, con valutazioni in itinere
  • colloqui di sostegno post trattamento della durata orientativa di un trimestre

Il percorso terapeutico si pone come obiettivo l’accompagnamento dei pazienti verso un rinnovato livello di funzionamento personale e l’acquisizione di una nuova consapevolezza del proprio sé.

La prima fase del trattamento ha finalità diagnostiche e si struttura in setting individuali, all’interno dei quali avviene la raccolta di dati anamnestici, la somministrazione di test di personalità e di test specifici della valutazione della dipendenza in atto.

Sono oggetto di valutazione le seguenti aree:

  1. Valutazione generale dello stato di salute e caratteristiche del paziente (sesso, età, ecc.)
  2. Valutazione dei fattori di vulnerabilità e resilienza della storia pregressa di gioco d’azzardo
  3. Valutazione del comportamento attuale di gioco (frequenza, grado di compulsività, tipologia, volume di spesa, grado di focalizzazione cognitiva e comportamentale, tempo dedicato, durata) – stadiazione  , attraverso l’utilizzo dei seguenti reattivi

Scale SOGS :Indica se il giocatore predilige gli skill game (giochi di abilità) o i chance game (giochi legati al caso);

 Valuta l’invasività del disturbo rispetto alle somme giocate mensilmente

 Valuta la familiarità. Tale valutazione serve per prevedere o meno un intervento anche su alcuni componenti della famiglia

Valuta  se si tratta di un problema o di una vera e propria patologia.

Scale GRCS : Verifica se ci sono credenze disfunzionali quali: il pensiero magico, le illusioni di controllo, la credenza sull’incapacità di fermarsi durante il gioco, le aspettative ed i piani di gioco

Eventuali altri questionari qualora se ne ravveda la necessità

  1. Valutazione dell’uso di sostanze stupefacenti, alcol e farmaci a rischioValutazione delle conseguenze negative attuali di G.A.P. (economiche, famigliari, legali, lavorative, relazionali/sociali) e dello stato di compromissione socio-famigliare
  2. Valutazione della presenza di comorbilità psichiatrica (disturbi d’ansia, depressione, disturbo bipolare, deficit dell’attenzione/iperattività, disturbi alimentari, schizofrenia, ecc.) e del rischio suicidario
  3. Valutazione delle life e delle social skills e dei meccanismi di coping, probelm analysis e problem solving
  4. Valutazione risorse esistenti utilizzabili per il trattamento (famiglia collaborativa, medico di famiglia disponibile, contesto sociale supportivo, ecc.) e stadio del cambiamento

A seguito della valutazione psicodiagnostica si definisce con l’utente l’intervento terapeutico più adeguato, che prevede un setting terapeutico individuale, con frequenza settimanale, e degli interventi familiari paralleli.

Gli interventi terapeutici comprendono:

  • psicoterapia individuale
  • consulenza familiare
  • counselling motivazionale
  • consulenza finanziaria
  • interventi psico-pedagogici e di alfabetizzazione emotiva
  • prevenzione della ricaduta

Si utilizza l’approccio cognitivo-comportamentale associato ad un approccio psicoeducativo che coniuga training di abilità ed attività molto concrete (es. home work) con interventi più strettamente cognitivi atti ad insegnare al paziente nuove risposte adattative e modificare abitudini e stili di vita.

Il trattamento prevede una verifica trimestrale degli obiettivi ed eventuali interventi di ricalibrazione.

Fin dall’inizio della presa in carico, i familiari vengono coinvolti in terapie a loro dedicate.

Nel nostro modo di interpretare il processo di sviluppo della dipendenza dal gioco, riteniamo utile considerare il contesto familiare in cui si svolge la vita del giocatore.

Affrontare gli aspetti economici, controllare e monitorare il comportamento del giocatore e contemporaneamente sperimentare i vissuti di frustrazione che comporta vivere con un giocatore patologico, rende necessario indirizzare l’intervento terapeutico non solo verso il soggetto malato ma anche al sostegno della famiglia.  Il lavoro con i familiari facilita il riconoscimento di questo cambiamento e, se da un lato aiuta il giocatore a mantenere l’astinenza, dall’altro permette ai familiari di rielaborare un progetto di famiglia in cui i singoli membri non siano più solo il giocatore e il parente del giocatore, ma possano riconoscersi l’un l’altro come persone. Con i familiari, vengono trattati gli stessi argomenti che si stanno svolgendo contemporaneamente con i giocatori; questo permette che, anche a domicilio, il gruppo famiglia possa continuare ad elaborare i contenuti che vengono trattati nelle sedute consentendo una maggior comprensione dei cambiamenti del giocatore. Periodicamente si struttura un colloquio di condivisione/restituzione tra giocatore e familiare, insieme ai terapeuti che conducono i due diversi percorsi; durante tale incontro, si fa il punto della situazione sullo stadio della problematica, si riformulano le aspettative del singolo e dei suoi familiari e si rivaluta la presa in carico.

Gli obiettivi terapeutici il cui raggiungimento è previsto dal programma  includono:

  • la modificazione del comportamento di addiction attraverso la sospensione/riduzione del comportamento compulsivo del gioco
  • la ri-educazione all’uso del denaro
  • il rinnovamento della performance relazionale e sociale
  • la gestione del tempo libero
  • l’abilità di auto-tutela nella prevenzione della ricaduta
  • uno status di equilibrio tra la dimensione emotiva, razionale e comportamentale.

Author: CIRO

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *